Storie di donne: il tempo, la politica, la libertà

Castelvecchio Subequo (Sala Padre Pio) –  24 Novembre 2018

La donna e il suo ruolo nel tempo: una risorsa per la famiglia, la politica e la società. Donne impegnate in politica, nel mondo della cultura, attiviste e amministratrici, lavoratrici determinate e caparbie, in un mondo che le lascia ancora troppo ai margini.

“Storie di donne: il tempo, la politica, la libertà” è il tema di “Anamnesi. Giornata di cultura politica in memoria di Antonio Padovani”, in programma il 24 Novembre 2018, alle 16,30, nella sala Padre Pio di Castelvecchio Subequo (L’Aquila), a ridosso della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, che si celebra il 25 Novembre.

Alla tavola rotonda, organizzata dall’associazione Onlus Antonio Padovani in collaborazione con il circolo culturale Gaetano Salvemini, l’Aics e Radio Uci, e moderata dalla giornalista e scrittrice Monica Pelliccione, parteciperanno Gianni Padovani, presidente della Onlus, Laura Tinari, componente commissione pari opportunità della Regione, Gabriella Di Girolamo, senatrice, le scrittrici Tiziana Iemmolo e Maria Elena Rotilio, Edvige Ricci dell’associazione Mila DonnaAmbiente, Katja Baboro, sindaco di Torrevecchia Teatina (Chieti), Annamaria Casini, sindaco di Sulmona (L’Aquila), Velia Nazzarro, sindaco di Carsoli (L’Aquila), Marianna Scoccia, sindaco di Prezza (L’Aquila), la deputata Stefania Pezzopane e la politica Anna Falcone.

“Per la terza edizione di Anamnesi, giornata in memoria di Antonio Padovani”, dice Gianni Padovani, “è stato scelto un argomento che stava particolarmente a cuore a mio padre: l’universo femminile come risorsa nella politica, nella famiglia e nella società. Un dialogo a più voci che passa attraverso i diversi ruoli incarnati dalla donna, attivista, politica, con cariche pubbliche di rilievo. Oltre alla figura della donna impegnata e lavoratrice, racconteremo le donne lontane dagli scenari della ribalta, che lotta nel privato, spesso in silenzio e con difficoltà e che, malgrado tutto, riesce ad affermare se stessa, la necessità di appartenersi, prima ancora che di concedersi a chiunque altro. Una donna che combatte per la propria libertà”, prosegue Padovani, “in un mondo ancora troppo maschilista, per ritrovare la serenità perduta e l’amor proprio”.

Un’idea, quella della donna emancipata e rispettata, che ha caratterizzato tutto il percorso politico di Antonio Padovani e che assume rinnovato vigore per la violenza fisica e psicologica, il mobbing e i soprusi a cui l’universo femminile è ancora oggi sottoposto.

“Una compagna spirituale e fisica che non ha mai visto come subordinata all’uomo”, ha sottolineato il figlio Gianni, “ come risorsa primaria della famiglia, della politica e della società”.

La riflessione è partita da una frase della filosofa Michela Marzano: “Essere dalla parte delle donne non significa sognare un mondo in cui i rapporti di dominio possano finalmente capovolgersi per far subìre all’uomo ciò che la donna ha subìto per secoli. Essere dalla parte delle donne vuol dire lottare per costruire una società egualitaria, in cui essere uomo o donna non abbia alcuna rilevanza. Non perché essere uomo o donna sia la stessa cosa, ma perché sia uomini che donne sono esseri umani che condividono il meglio e il peggio della loro condizione”.